Sono appena tornata nella felice Inghilterra dopo una decina di giorni Italia, sono stata a Ravenna e a Santarcangelo di Romagna e poi in Sardegna per un paio di giorni. Ho appena avuto il tempo di disfare le valige e gia' ho ripreso il ritmo di lavoro in dipartimento.
I giorni in Italia sono stati ricchi di incontri, sorprese e scoperte, ma arrivare non e' stato per niente semplice. Atterro a Bergamo a notte fonda e vado dritta in ostello. Dormo malissimo per il caldo e per le ragazze olandesi arrivate anche piu' tardi di me, ci hanno messo un'eternita' a prepararsi per andare a letto e si sono pure messe a litigare con la reception perche l'armadietto a loro assegnato non sia apriva. La mattina mi alzo, vado in stazione con il mio bel biglietto dell'eurocity prenotato due mesi fa e scopro che proprio quel giorno c'era lo sciopero nazionale dei mezzi pubblici. Non si va da nessuna parte. Sgomento tra i viaggiatori (almeno tra quelli male informati come me). Rimanere bloccata a Bergamo? Non se ne parla. Giro di consultazioni tra viaggiatori disperati. C'e' la navetta che da Orio al serio Porta a Milano Centrale, compagnia privata, loro non scioperano. Evvai, si va tutti a Orio, la navetta e' li, Milano non e' lontano. Arrivo a Milano e mi accoglie un bel caldo padano appiccicaticcio, entro in stazione e scruto la tabella delle partenze, aspetto un segnale, una rivelazione. Attendo, so che in qualche maniera arrivero' a Santarcangelo di Romagna for the opening of the festival. Please. After about an hour the oracle appears, there 'for a train that stops at Rimini taranto! I make a ticket and climb into the carriage. Arrival in Rimini, also strike them the means, are the 4, at 9 am there 'the spectacle of Babylon Theatre, what the hell, catch a taxi and pay 26 euro's beauty, but in twenty minutes are Santarcangelo.
This time I have a beautiful single bedroom, shower, clean clothes and go downtown. Before the show I sit on one of the outdoor tables on the main square, drink a glass of white wine, read write, I enjoy the frenzy of the first day of the festival, just off a reporter interview Enrico Casagrande, Ermanno Montanari approaches breathless saluta un gruppo di persone e va via; bella fetta di teatro italiano qui stasera, e ci sono anche io. A un certo punto un signore molto distinto viene a sedersi al tavolo a fianco al mio, ordina un aperitivo. Ha un'aria familiare ma non riesco a ricordare. Al collo ha un press pass. Rosico un po' per il pass, avercelo io che con la borsa di studio che mi ritrovo devo anche pagarmi i biglietti degli spettacoli. Cerco di leggere il nome sul pass e mi prende un colpo. Marco De Marinis, proprio lui. Complesso d'inferiorita'. Che faccio, lo saluto? Mi presento? E se mi presento, che gli dico? Che ho letto i suoi libri? Ma vaaa! Meglio tacere, conoscendomi farei la figura dell'idiota, pero' inizio a pensare che ci tornero' anche il prossimo anno, al festival...
Il giorno dopo sono a Ravenna per vedere l'ultimo spettacolo del Teatro delle Albe, Rumore di acque . Se gia' avevo un'alta opinione del loro lavoro, a Ravenna ho potuto toccare con mano quanto Le Albe siano luminose. Dal punto di vista artistico non sono stati inferiori alle aspettative, e dal punto di vista umano le hanno superate tutte. Mi hanno accolto con gioia, mi hanno parlato a lungo del loro lavoro, hanno aperto le porte della loro splendida casa artistica, il teatro Rasi, e hanno messo a mia disposizione moltissimo materiale. Sono arrivata al Rasi un po' intimidita dalla loro storia e dalla qualita' della loro ricerca; timore stupido, le Albe hanno basato tutto il loro lavoro sull'umano, sullo scambio, sulla conoscenza dell'"altro" e a questi ideali sono rimaste fedeli, dentro e fuori dal teatro.
Scoperta dell'estate: i bravissimi fratelli Mancuso, in scena con Alessandro Renda in Rumore di acque.